
Credo che sia una manovra pessima che non dia risposte certe ai siciliani e che tenti di coprire con qualche foglia di fico imbarazzi di un certo rilievo.
Questo governo ha messo la Sicilia ancora una volta nelle condizioni di diventare ammortizzatore sociale e non punto di riferimento per lo sviluppo di nuove imprenditorialità soprattutto nei settori che mi piace definire "a forte vocazione siciliana" e quindi il turismo, la nautica da diporto, le energie rinnovabili e l'agricoltura.
Non trovo in questo documento particolari innovazioni, trovo semmai, una norma che stabilizza 4900 ex pip e precari che graveranno naturalmente sulle casse regionali già malconce. Con conseguenze devastanti sul piano della fidelizzazione dei nostri giovani i quali assistono inermi alla mortificazione dei loro sforzi dato che poi si viene assunti senza concorso. Questo provvedimento favorisce cosi la fuga di cervelli. Per quale motivo un giovane dovrebbe laurearsi e restare a produrre in Sicilia quando vede che basta essere ex pip o precari o articolisti per avere un posto di lavoro fisso, ben remunerato con la certezza di avere pure la pensione cosa che lui non potrà mai avere dato che i concorsi sono bloccati? In questo modo non ci sarà più selezione, ed è senza dubbio la morte della società. Quando col federalismo fiscale i giovani del Nord Italia metteranno sul piatto risorse, imprese, specificità, competenze e professionalità noi in Sicilia cosa proporremo? Un esercito di impiegati.
Ovviamente queste persone non potevano essere lasciate senza una speranza e dunque qualcosa andava fatta, ma accollarli alla Regione è la soluzione peggiore.
Ciò che il governo regionale avrebbe dovuto fare è creare le condizioni per un inserimento nel mondo del lavoro in modo competitivo e produttivo. Questa operazione mi sa tanto di manovra pre-elettorale.
Il rischio è che la Regione replichi lo sfacelo creato dall'ex-sindaco Orlando quando decise di accollare al Comune migliaia e migliaia di precari dando il via di fatto allo sconquasso delle casse comunali e delle aziende municipalizzate Amia in testa.
Il dato politico è uno ed inequivocabile e si legge dalle parole di Lombardo: "E’ la finanziaria più densa e ricca di spunti riformistici che si sia vista. Esprimo grande soddisfazione. Il Pd ha espresso un voto importante e decisivo. C’è una coalizione, Mpa, Pdl Sicilia, Api, e Pd, che credo debba crescere e consolidarsi di piu".
La regione siciliana è governata da una alleanza di palazzo e non dalla volontà popolare.
Questo governo è un pout pourì tra chi ha perso le elezioni ed invece si trova a gestire poltrone, tra chi pur di restare attaccato al potere, contro ogni logica si allea con chi prima aveva combattuto ed osteggiato, il tutto orchestrato da un novello Conte Ugolino alla ricerca del prossimo arcivescovo Ruggieri.
Se questo governo fosse un quadro del rinascimento sarebbe senza dubbio "I bari" di Caravaggio.
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