sabato 24 aprile 2010

Chi non ci sta se ne vada!






Giovedì scorso, come sapete tutti, si è tenuta la direzione nazionale del PDL alla quale ho partecipato proprio perché ne faccio parte.
Ho assistito ad un match: Gianfranco Fini ha iniziato un fuoco di fila nei confronti del Presidente Berlusconi che avevo previsto, ma mai cosi violento ed indecoroso.
Non è questo il PDL che avevamo immaginato.
Il Popolo Delle Libertà nasce dalla fusione di due grandi partiti: Forza Italia, il primo partito italiano, ed Alleanza Nazionale, il più grande partito della destra italiana (c’è ovviamente l’adesione di altri partiti e movimenti minori, quali quelli guidati da Giovanardi e Rotondi, ma in questa sede poco rilevano).
Finiamola con le ipocrisie e come ha detto il Presidente a Fini: “parliamoci chiaro”.
Il PDL è Silvio Berlusconi che ne è il Presidente, votato l’anno scorso all’unanimità ed il co-fondatore principale. Quando Gianfranco Fini si convinse a co-fondare il partito lo fece perché l’alternativa era bere o affogare. Fu costretto dai fatti contingenti del momento. Se ricordate la sua prima dichiarazione all’indomani della scalata del predellino fu “siamo alle comiche finali”, salvo poi a traghettare tutti i suoi all’interno del costituendo movimento. Quando martedì scorso ha detto a Berlusconi di essersi pentito di aver dato vita al PDL, lo ha detto a ragion veduta e – secondo me – era un rospo che gli stava in gola da molto tempo.
Adesso bisognerebbe essere consequenziali.
Dare vita ad una corrente di mini-minoranza non può che far male a tutto il partito e non è quello che vogliamo. Forse in AN dove albergavano diverse correnti di pensiero era la regola, ma di certo non lo era in  Forza Italia e dunque non lo è neanche il PDL.
Lo sapevano da prima che il carisma e la forza politica ed elettorale di Berlusconi sarebbero stati due elementi da dover digerire, che senso ha logorare giorno dopo giorno l’attività del Presidente del Consiglio parlando una volta dal più alto scranno della Camera dei Deputati, l’altra da convegni e pseudo presentazioni di libri ?
Se l’intenzione è quella di restare nel PDL (mi domando, però, se ce ne siano ancora le condizioni politiche, ma credo di no) e di contribuire al suo sviluppo, sarebbe opportuno avere le mani libere e parlare da leader politico e non da terza carica istituzionale.
Il PDL è un partito giovane, snello, senza strutture complesse, per il semplice fatto che è il partito del popolo, è il partito che potete leggere nel suo statuto.
Le politiche di Fini sull’immigrazione o sul welfare o sui rapporti con la Chiesa, che tanti voti ci hanno fatto perdere al nord spostandoli sulla Lega, non collimano per nulla col programma del PDL e del Governo che sostiene con forza.
Questo logorio continuo non va bene e deve cessare immediatamente.
Fini poi non è certo agevolato da certi personaggi, di cui anche qui in Sicilia abbiamo contezza: Briguglio e Granata in testa. Le dichiarazioni di Granata, in particolare, non sono accettabili, non è concepibile ascoltare da un deputato che ancora si ritiene del PDL: “siamo pronti a governare col PD nella giunta regionale”. Lui e quelli come lui non ci rappresentano, non posso tollerare che un mio presunto compagno di partito si esprima in questi termini in palese contraddizione con la linea dettata dal presidente Berlusconi. Se vuole restare aggrappato al potere, esca dal PDL, nessuno si dispererà di dolore, neanche i suoi, pochi a dire il vero, elettori. Il PDL è nettamente contrapposto al PD, e quindi al governo Lombardo che è un governo di centrosinistra. Non ci prendiamo in giro: Russo, Venturi e finanche Centorrino, ex assessore di centrosinistra del Comune di Messina con tessera PD, sono assessori espressione del PD. Miccichè e Granata, con il loro sodale Lombardo e spalleggiati da Lumia e Cracolici, governano la Sicilia contro i siciliani.

La soluzione dei problemi in campo nazionale passa attraverso la “risoluzione” degli accordi in campo siciliano.
Occorre – a mio avviso – prendere coscienza del fatto che nel PDL serve disciplina di partito. Ci vogliono poche e semplici regole che devono essere osservate e che devono essere inderogabili. Chi non le rispetta si pone automaticamente fuori dal partito. Nessuno ha l’obbligo di restare, la porta d’uscita è sempre aperta e nessuno si strapperà mai le vesti per la fuga di qualcuno. Quando si ha la rappresentanza del maggior partito italiano bisogna tenere conto di una unica condizione: la volontà del popolo elettore. I cittadini votano un partito in funzione delle persone che a questo danno vita, ed in funzione dei programmi propugnati sulla base di valori condivisi.
Le riforme dovrebbero essere ora al centro dell’azione politica del Governo e del PDL che lo appoggia. Operazioni di “filibustering” (come dicevo ieri) non possono e non devono essere tollerate. Con che faccia potremo tornare dai nostri elettori e chiedere la conferma della fiducia se non facciamo ora quello per cui siamo stati votati?
Monumentale Angelino Alfano nel suo intervento: “bisogna capire se uno al PDL ci crede o no, io sono qui per dire SI” o ancora “abbiamo tre anni davanti a noi e dovremo impegnarci per realizzare al completo il programma di governo e vi dirò di più potremo fare anche più cose rispetto a quelle che abbiamo promesso”.
Le riforme sono decisive per il rilancio del sistema Italia. Le nostre industrie ce lo chiedono, i nostri professionisti lo pretendono, l’esercito degli statali a cui è demandato il funzionamento della macchina burocratica lo aspettano da tempo.
Finiamola con i piagnistei da complessati e rimbocchiamoci le maniche per dare all’Italia quello che merita. Abbiamo fatto moltissimo, ma dobbiamo ancora lavorare duro.
Se poi a qualcuno non va il modus operandi che ci siamo imposti, faccia le sue battaglie arroccato sull’Aventino e lasci in pace la stragrande maggioranza di italiani per bene che ogni giorno si alzano sperando in una società migliore, più solidale, più attenta, più marcatamente italiana.

2 commenti:

  1. Caterina Petrigni25 aprile 2010 00:26

    Non mi è mai piaciuto il PD e in generale il centro sinistra perchè anzichè fare politica pro-cittadini ha fatto politica anti Berlusconiana....ma con Fini mi sembra la stessa cosa...sottrae tempo prezioso alla vera politica e ai veri politici a svantaggio di noi cittadini che siamo in attesa di riforme che ci aiutino a riacquistare fiducia nel nostro futuro...e tutto perchè????Perchè rode???Che se ne faccia una ragione: BERLUSCONI RULES!

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  2. Simona Vicari, il suo discorso non fa una piega.A parte le risse da cortile però le devo dire che la parte più convincente del suo discorso è quella finale quando parla di riforme. i miei complimenti
    matteo miranda - Palermo

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