sabato 24 aprile 2010

Chi non ci sta se ne vada!






Giovedì scorso, come sapete tutti, si è tenuta la direzione nazionale del PDL alla quale ho partecipato proprio perché ne faccio parte.
Ho assistito ad un match: Gianfranco Fini ha iniziato un fuoco di fila nei confronti del Presidente Berlusconi che avevo previsto, ma mai cosi violento ed indecoroso.
Non è questo il PDL che avevamo immaginato.
Il Popolo Delle Libertà nasce dalla fusione di due grandi partiti: Forza Italia, il primo partito italiano, ed Alleanza Nazionale, il più grande partito della destra italiana (c’è ovviamente l’adesione di altri partiti e movimenti minori, quali quelli guidati da Giovanardi e Rotondi, ma in questa sede poco rilevano).
Finiamola con le ipocrisie e come ha detto il Presidente a Fini: “parliamoci chiaro”.
Il PDL è Silvio Berlusconi che ne è il Presidente, votato l’anno scorso all’unanimità ed il co-fondatore principale. Quando Gianfranco Fini si convinse a co-fondare il partito lo fece perché l’alternativa era bere o affogare. Fu costretto dai fatti contingenti del momento. Se ricordate la sua prima dichiarazione all’indomani della scalata del predellino fu “siamo alle comiche finali”, salvo poi a traghettare tutti i suoi all’interno del costituendo movimento. Quando martedì scorso ha detto a Berlusconi di essersi pentito di aver dato vita al PDL, lo ha detto a ragion veduta e – secondo me – era un rospo che gli stava in gola da molto tempo.
Adesso bisognerebbe essere consequenziali.
Dare vita ad una corrente di mini-minoranza non può che far male a tutto il partito e non è quello che vogliamo. Forse in AN dove albergavano diverse correnti di pensiero era la regola, ma di certo non lo era in  Forza Italia e dunque non lo è neanche il PDL.

martedì 30 marzo 2010

VINCIAMO ELEZIONI 2010


La consultazione elettorale appena trascorsa merita due parole di commento da parte mia.
Non scriverò animata dal sacro furore della partigianeria, che come sapete non mi appartiene, ma vi offrirò poche semplici considerazioni.
Partivamo da un risultato del 2005 che era di 7 a 2. Amministravamo soltanto la Lombardia con Roberto Formigoni ed il Veneto con Giancarlo Galan. Ieri le urne hanno ribadito senza alcun dubbio i risultati delle elezioni politiche del 2008 e delle europee ed amministrative del 2009.
Il PDL ha triplicato il numero di regioni sulle quali realizzare i programmi per cui è stata chiesta fiducia. E giova ricordare che le regioni di cui parliamo sono il Lazio, la Lombardia, il Veneto, il Piemonte, la Campania e la Calabria.Dunque abbiamo strappato al malgoverno della  sinistra territori di assoluta rilevanza che hanno dovuto fare i conti con gli scandali a luci rosse e con la destrutturazione del sistema sanitario come nel Lazio, con l'emergenza rifiuti affrontata e risolta dal Governo Berlusconi, come la Campania o con territori come il Piemonte che non hanno saputo recepire le istanze dei cittadini sulle politiche sociali. Mi permetto di ricordare anche che al PDL è andata pure la Provincia dell'Aquila dove è stata sconfitta la presidente uscente. E' evidente che anche in quei territori i cittadini hanno toccato con mano l'operatività e la concretezza del Governo nazionale e ne hanno voluto premiare gli sforzi.
Il risultato dunque da 11 a 2 passa a 7 a 6.

sabato 20 marzo 2010

CRISI AGRICOLA E SICUREZZA ALIMENTARE




Assistiamo oggi ad una crisi economica mondiale, dovuta a diversi fattori quali, il caro greggio, le condizioni climatiche sovente irregolari e non prevedibili che hanno causato delle vere e proprie calamità, o ancora l’instabilità politica di alcuni Paesi. Questi sono tutti elementi che hanno condizionato e condizionano le economie degli stati e in particolare quei settori già di loro storicamente deficitari.
L'agricoltura siciliana ormai da tempo sconta un gap storico rispetto a simili realtà nazionali ed estere.
Le nostre aziende presentano fattori negativi quali:

venerdì 26 febbraio 2010

Resoconto di una settimana intensa

La settimana appena trascorsa è stata davvero molto intensa.
Martedì e mercoledì sono stata relatrice in Aula del Decreto Legge cosiddetto "grandi isole" con il quale abbiamo messo un punto alla crisi energetica che spesso ha attanagliato le due isole maggiori: Sicilia e Sardegna. Come ho già detto agli organi di stampa Sicilia e Sardegna potranno finalmente giocare la partita dell'approvvigionamento energetico ad armi pari con impianti più sicuri ed efficenti.
Le numerose criticità nella rete di distribuzione, riscontrate nelle due isole, per la scarsa infrastrutturazione  verranno ridimensionate notevolmente sino all’entrata in operatività di nuovi impianti. Terna SpA, che gestisce la rete elettrica in regime di concessione statale, potrà ridurre i black out, soprattutto in Sicilia, dove il fabbisogno di potenza è in aumentato pur restando invariata la capacità produttiva.
Ma mercoledì c'è stato un importante incontro per discutere anche del DDL 1865. Ho incontrato i rappresentanti degli ordini professionali di Architetti, Ingegneri, Geometri e Periti Industriali.
Ho proposto loro di realizzare un tavolo di discussione dal quale in 60 giorni escano fuori proposte eventualmente migliorative del ddl già presentato. Da parte mia e d'accordo col Senatore Gallo che è il relatore, abbiamo offerto la nostra disponibilità ad attendere le risultanze del lavoro dei 4 ordini prima di iniziare la fase istruttoria del DDL. Sono certa che l'aria cordiale e disponibile che ho riscontrato durante la riunione sarà protagonista anche durante i lavori del tavolo a 4 e che usciranno fuori delle proposte ragionevoli. L'intento di riordinare e definire scolpendole in una legge le competenze delle professionalità legate al mondo dell'edilizia è fermo ed imprescindibile. Dobbiamo dare risposte a tutti gli italiani e fare in modo che la professionalità dell'uomo riesca a controbilanciare i disastri che qualche volta crea la natura con terremoti ed inondazioni.